domenica , 15 ottobre 2017
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Il Sumo: lo sport dedicato alle taglie forti

Il Sumo: le regole del combattimento

Il Sumo è lo sport nazionale del Giappone nel quale due avversari all’interno di una zona di combattimento detta dohyo, cercano di prevalere l’uno sull’altro attraverso tecniche di presa e sollevamento (il significato giapponese del termine Sumo infatti è “strattonare“), nella quale il vincitore è colui che riesce a estromettere l’avversario dall’area di lotta o metterlo a terra. E’ una disciplina che vanta moltissimi secoli di storia, formandosi agli inizi del sesto secolo D.C. come tecnica di lotta grezza che nella sua prima forma utilizzava elementi di boxe e wrestling. Con il passare dei secoli tuttavia il Sumo ha acquisito una sua indipendenza tecnica e stilistica grazie che gli ha permesso di svincolarsi come disciplina a sé stante e svilupparsi come arte marziale autonoma.

I combattenti di Sumo

I due contendenti nel combattimento, esclusivamente maschi (unica eccezione per le donne viene fatta solo a livello amatoriale) vengono definiti Rikishi e si affrontano lottando corpo a corpo ma con il divieto assoluto di usare pugni e calci, pena la squalifica immediata. Un altra regola dettata invece dall’etica è quella di non perdere il proprio Mawashi (il tipico perizoma con cui i Rikishi comattono) durante il combattimento pena l’esclusione immediata dalla competizione.

 

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Avere un fisico da lottatore di Sumo

I lottatori di Sumo devono avere un fisico possente già in giovane età per poter gareggiare alla pari con i loro avversari: sono infatti grassi ed imponenti. Ma questo non significa assolutamente mancanza di dieta equilibrata o scarso regime di allenamento. Coloro che praticano questa nobile disciplina sportiva devono avere a disposizione abiti di taglia più grande, utilizzare delle toilette di misura extra e mangiare da grandi contenitori per nutrirsi e tenersi in forma, senza tuttavia tradire la forma fisica. Basta pensare infatti che nonostante l’apparenza il peso complessivo di un lottatore di Sumo non è dato solamente dall’adipe, che serve ad attutire i colpi dell’avversario e ad ammortizzare gli urti: esso è solamente l’11, massimo il 15%% dell’intero peso corporeo a fronte di tutto il resto dato esclusivamente da muscoli sodi come una roccia.

Il Sumo in Italia

La Federazione Italian Judo Lotta Karate Arti marziali ha al suo interno qui in Italia anche una sezione apposita dedicata al Sumo. Nel nostro Paese questa disciplina è presente in quattro scuole (Lombardia e Veneto) con organizzazione di eventi, gare, tornei e una squadra nazionale in costante preparazione per le principali manifestazioni europee e mondiali.

 

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